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Il ricco e il povero

favola tibetana

Il ricco e il povero

C’erano una volta in un villaggio del Tibet due vicini che avevano un carattere completamente diverso. Bayan era molto ricco, ma estremamente avaro, mentre Naran molto povero, era sempre pronto ad aiutare chiunque fosse in difficoltà.
Un giorno, due passeri costruirono il nido sopra la finestra della casa di Naran e vi deposero alcune uova, che dopo alcuni giorni si schiusero. Così i genitori andarono a cercare il cibo per i piccoli; erano così pigiati nel nido, che un uccellino cadde dal nido e si ruppe una zampetta. Naran lo raccolse, gli steccò la zampina e lo rimise nel nido. Il piccolo guarì e Mamma uccellino, per ringraziarlo, portò a Naran alcuni chicchi di frumento nel becco dicendogli: “Piantali nel tuo giardino ed aspetta il raccolto”.
Quel passero era, in realtà, uno spirito buono con le sembianze di un uccellino. Il povero piantò i chicchi, come gli era stato detto, e non ci pensò più.
Immaginatevi la sua sorpresa quando, parecchie settimane dopo, apparvero sugli steli, al posto del frumento, delle pietre preziose! Naran diventò improvvisamente ricco e Bayan, curioso di sapere cosa era successo, invitò il vicino a cena e si fece raccontare tutto.
Così, avido e disonesto com’era, quando Naran, partendo per un viaggio, gli chiese di custodirgli una borsa piena d’oro, Bayan non seppe resistere e sostituì l’oro con la sabbia. Al ritorno del vicino, gli disse: “Non so come, ma l’oro si è tramutato in sabbia”.
Senza discutere, Naran ritornò a casa.
Trascorse un mese e l’avaro dovette andare per qualche tempo in un altro villaggio. Decise di lasciare il figlio piccolo dal vicino, certo che ormai questi avesse dimenticato il suo imbroglio.
In realtà, Naran voleva dargli una lezione. Comprò una scimmietta e le insegnò a dire: “Padre, padre, sono tuo figlio”. Quando il vicino ritornò e chiese del figlio, Naran rispose: “E’ in casa”. Bayan entrò e rimase sconvolto nell’udire una scimmia che, da un angolo, gridava: “Padre, padre, sono tuo figlio”. Spaventato e incollerito, chiese che suo figlio gli fosse subito restituito.
E Naran gli disse con calma: “Ma questo è tuo figlio; non so come, ma si è trasformato in una scimmia”.
Allora il cattivo vicino di casa si rese conto che Naran aveva taciuto, ma aveva capito; non era un sempliciotto. Pregò il brav’uomo di restituirgli il figlio, gli riconsegnò la borsa d’oro e da allora in poi non ingannò più nessuno.

Liberamente tratto da: “ Favola di Kathmandù” – La paginadeibimbi.com

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