E’ strano avere la stessa età degli anziani
Certe mattine mi guardo allo specchio e mi viene da chiamare mia mamma: “Mamma, c’è un vecchio in bagno che sta usando il mio spazzolino.” E invece sono io. E’ strano. Se mi guardo allo specchio, il cervello mi mostra un ragazzo pieno di vita. Ma il mio corpo spesso ha una sua autonomia. Si stanca prima di me. Si siede anche quando vorrebbe restare in piedi.
Il punto è che siamo cresciuti in un’epoca in cui i sessantenni erano considerati vecchi, ma oggi non è più così. Oggi a sessant’anni vai in palestra, fai trekking, ti iscrivi a un corso di rafting, assumi un fisioterapista perché ti aiuti a mettere le scarpe.
Io ad esempio ho § anni, (scusate la tastiera non arriva a certi numeri), eppure ho ancora la testa di un trentenne. Mi emoziono per una canzone, sogno ancora viaggi improbabili, guardo il mondo con l’entusiasmo di chi ha appena imparato a fare il nodo alla cravatta. E forse il segreto è questo. Il segreto non è non invecchiare (l’alternativa a farlo non è nemmeno da considerare), ma invecchiare senza smettere di stupirsi, continuare a ridere come ragazzini e accettare il fatto che si è giovani finchè si ha la capacità di sognare e meravigliarsi. Ed è bellissimo.
Almeno finché non devi alzarti da un divano basso.
Tratto da: E’ strano avere la stessa età degli anziani” di Lucio Gardin
