Il banchetto dei lunghi mestoli
C’era una volta un uomo curioso che voleva capire la differenza tra l’Inferno della Guerra e il Paradiso della Pace. Un saggio lo condusse davanti a due porte.
Dietro la prima porta, videro una tavola imbandita con piatti deliziosi. Attorno sedevano persone magre, affamate e rabbiose. Ognuno aveva un cucchiaio lunghissimo legato alle mani: potevano raggiungere il cibo, ma il manico era così lungo che non riuscivano a portarlo alla bocca. Più cercavano di nutrirsi, più urlavano e si scontravano, ferendosi a vicenda nel disperato tentativo di farcela da soli.
“Questa,” disse il saggio, “è la Guerra: avere tutto a disposizione, ma distruggersi perché si pensa solo a se stessi.”
Dietro la seconda porta, la scena era identica: stessa tavola, stesso cibo e stessi cucchiai lunghissimi. Eppure, qui le persone erano felici, ben nutrite e conversavano allegramente. L’uomo rimase sbalordito. “Com’è possibile?” chiese.
Il saggio sorrise: “Osserva bene.” L’uomo guardò e vide che ogni persona usava il proprio cucchiaio per attingere dal piatto e nutrire il vicino seduto di fronte. In cambio, il vicino faceva lo stesso.
“Questa,” concluse il saggio, “è la Pace: capire che la nostra sopravvivenza dipende dalla cura che abbiamo per l’altro.”
Mahatma Gandhi
