Altre Informazioni
Chi siamo La Confraternita della Misericordia (CDM) nasce nel 1577 con le funzioni di una moderna Conferenza di S. Vincenzo. e dal 1678 il Santuario dell'Annunziata è sotto la sua cura e custodia. Ad oggi conta su 150 iscritti e attraverso la formazione di Gruppi di Volontariato è operativa sul territorio chierese a favore della Comunità.
Dove siamo Vieni a trovarci. Siamo a Chieri in Piazza Trieste n. 1, presso il santuario dell'Annunziata.
Newsletter [wysija_form id="1"]
 

“Il pane spezzato”

“Il pane spezzato”

Dagli Atti degli Apostoli
At 2,14.22-33

[Nel giorno di Pentecoste,] Pietro con gli Undici si alzò in piedi e a voce alta parlò così: «Uomini d’Israele, ascoltate queste parole: Gesù di Nàzaret – uomo accreditato da Dio presso di voi per mezzo di miracoli, prodigi e segni, che Dio stesso fece tra voi per opera sua, come voi sapete bene -, consegnato a voi secondo il prestabilito disegno e la prescienza di Dio, voi, per mano di pagani, l’avete crocifisso e l’avete ucciso. Ora Dio lo ha risuscitato, liberandolo dai dolori della morte, perché non era possibile che questa lo tenesse in suo potere. Dice infatti Davide a suo riguardo: Contemplavo sempre il Signore innanzi a me; egli sta alla mia destra, perché io non vacilli. Per questo si rallegrò il mio cuore ed esultò la mia lingua, e anche la mia carne riposerà nella speranza, perché tu non abbandonerai la mia vita negli inferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione. Mi hai fatto conoscere le vie della vita, mi colmerai di gioia con la tua presenza. Fratelli, mi sia lecito dirvi francamente, riguardo al patriarca Davide, che egli morì e fu sepolto e il suo sepolcro è ancora oggi fra noi. Ma poiché era profeta e sapeva che Dio gli aveva giurato solennemente di far sedere sul suo trono un suo discendente, previde la risurrezione di Cristo e ne parlò: questi non fu abbandonato negli inferi, né la sua carne subì la corruzione. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni. Innalzato dunque alla destra di Dio e dopo aver ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, lo ha effuso, come voi stessi potete vedere e udire».

Dalla prima lettera di san Pietro apostolo
1Pt 1,17-21

Carissimi, se chiamate Padre colui che, senza fare preferenze, giudica ciascuno secondo le proprie opere, comportatevi con timore di Dio nel tempo in cui vivete quaggiù come stranieri. Voi sapete che non a prezzo di cose effimere, come argento e oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta, ereditata dai padri, ma con il sangue prezioso di Cristo, agnello senza difetti e senza macchia. Egli fu predestinato già prima della fondazione del mondo, ma negli ultimi tempi si è manifestato per voi; e voi per opera sua credete in Dio, che lo ha risuscitato dai morti e gli ha dato gloria, in modo che la vostra fede e la vostra speranza siano rivolte a Dio.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 24,13-35

Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

Luca ci ha regalato una delle pagine più belle del Vangelo, un racconto  ricco di suggestione e come sempre carico di significati simbolici. Questi due pellegrini sconsolati non sono capaci di riconoscere Gesù. E’ strano ma è anche un tratto comune a tutti i racconti delle apparizioni: nessuno lo riconosce. Gli apostoli nel Cenacolo sono atterriti:  pensano di vedere lo spettro di Gesù morto, che viene a chiedere conto a loro del perché non lo hanno difeso e sono fuggiti via. Sul lago di notte si parlano a distanza, ma non si accorgono che è lui, la Maddalena lo scambia per il giardiniere. Certo anche l’aspetto fisico di Gesù doveva essere molto cambiato, ma soprattutto non lo aspettavano più, era ormai fuori dalla loro testa. Sulla croce insieme a Gesù erano morte anche le loro speranze, le loro attese. Tutto finito, giriamo pagina.

E infatti nei racconti delle apparizioni è Gesù che torna a cercare i suoi amici: nel Cenacolo dove credono di nascondersi da un nemico inesistente, sul lago, quando si illudono di poter riprendere tristemente la vita di prima, o sulla strada per Emmaus in una fuga precipitosa dai loro sogni infranti.

E invece, quando tutto sembra finito, tutto ricomincia.

Oggi stiamo vivendo un momento difficile, che forse non è solo un momento, ma qualcosa che lascerà dei segni profondi. Anche la Chiesa certo ricomincerà: riprenderà la liturgia, l’amministrazione dei Sacramenti, l’attività delle diocesi, ma qualcosa dobbiamo lasciarci dietro. Più che alla “fase 2”, transitoria, pensiamo alla “fase” 3, quando usciremo davvero dalle catacombe.  Dovremo contarci prima di tutto: quali sono i cristiani? Quelli iscritti nei registri di Battesimo?  Chi è la comunità cristiana? E che cosa devono fare o non fare i vescovi e i sacerdoti?

Non sarà più tempo di messe a ripetizione in orari “comodi”, di messe a supporto di feste patronali, di eventi privati. Un valore inflazionato da riscoprire.

Dobbiamo lasciarci alle spalle le celebrazioni improvvisate, rito senza comunicazione, oppure le omelie “a braccio”, che passano sulla testa di gente che sbuffa e guarda l’orologio.  E non dovrà essere più il tempo degli orticelli chiusi, dove ognuno si fa i fatti suoi, dove nessuna collaborazione è possibile tra associazioni.  Dobbiamo smettere di richiedere Sacramenti come fossero atti dovuti da trascrivere poi su pezzi di carta, smettere di considerare il servizio nella Chiesa, sia come sacerdoti che come laici, come fosse un privilegio o un titolo di onore, smetterla di giudicare gli altri sulla base della loro fede religiosa, smettere di nascondere la verità col pretesto di non creare scandalo e così via.

La Chiesa del dopo coronavirus non deve tornare ad essere esattamente quella di prima. Nel corso del tempo abbiamo accumulato detriti e zavorra, che ci hanno rallentato il cammino.

Forse questa calamità ci aiuta a liberarcene, stimolandoci ad un ripensamento più profondo del nostro essere Chiesa.

Il racconto di Luca si svolge in un contesto singolare: questi due discepoli hanno incontrato Gesù all’osteria, non nel Tempio, e non lo riconoscono quando spiega loro la scrittura, ma mentre si siedono a cena e Gesù spezza il pane.    Il riferimento del testo chiaramente allude all’Eucarestia, ma anche l’Eucarestia a sua volta è segno e simbolo di fraternità, di condivisione, di attenzione. Cristo  si trova dove c’è voglia di fare pace, voglia di capirsi, di condividere, dove c’è attenzione alla persona umana: è di qui che la Chiesa deve ripartire.

Il racconto  del Vangelo di Luca si conclude con Gesù che scompare: rimane solo il pane spezzato, ma questo è un segno inconfondibile che lui è passato di lì.

 

 

Non restate a piangere: perché cercate tra i morti colui che è il Vivente?

Rispondiamo insieme: ascoltaci, Signore.

Ti preghiamo, Signore, per il nostro mondo, che oggi sta sperimentando la sua fragilità. Possa il tuo Spirito infondere saggezza in coloro che ci governano, e che non si abbattano nuove sciagure su questa nostra povera terra.   Noi ti preghiamo.

Ti preghiamo per i rappresentanti di tutte le religioni, per i maestri di spirito che possono influenzare le coscienze della gente. Fa che non smettano di cercare il dialogo e la collaborazione, perché possano crescere fra di noi il rispetto e la pace.   Noi ti preghiamo.

Ti preghiamo per noi laici che nella chiesa svolgiamo qualche funzione, umile o elevata non importa. Perché sappiamo sempre fare un passo indietro e cedere il posto ad altri in spirito di servizio, senza cercare il successo o la gratificazione personale.   Noi ti preghiamo.

Ti preghiamo ancora per noi laici, che abbiamo bisogno di confronto e di spiritualità e molte volte siamo disorientati e non sappiamo che cosa pensare. Aiuta la tua Chiesa a indicarci dei sentieri sicuri, perché possiamo trovare nella tua Parola le risposte che cerchiamo.   Noi ti preghiamo.

—————————

O Dio, luce vera ai nostri passi è la tua parola, gioia e pace ai nostri cuori; fa che illuminati dallo Spirito l’accogliamo con fede viva, per scorgere nel buio delle vicende umane i segni della tua presenza.

 

 

Non ci sono commenti

Pubblica commento