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Chi siamo La Confraternita della Misericordia (CDM) nasce nel 1577 con le funzioni di una moderna Conferenza di S. Vincenzo. e dal 1678 il Santuario dell'Annunziata è sotto la sua cura e custodia. Ad oggi conta su 150 iscritti e attraverso la formazione di Gruppi di Volontariato è operativa sul territorio chierese a favore della Comunità.
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“Tenetevi pronti”

“Tenetevi pronti”

Dal libro della Sapienza
Sap 18,6-9

La notte [della liberazione] fu preannunciata
ai nostri padri,
perché avessero coraggio,
sapendo bene a quali giuramenti avevano prestato fedeltà.
Il tuo popolo infatti era in attesa
della salvezza dei giusti, della rovina dei nemici.
Difatti come punisti gli avversari,
così glorificasti noi, chiamandoci a te.
I figli santi dei giusti offrivano sacrifici in segreto
e si imposero, concordi, questa legge divina:
di condividere allo stesso modo successi e pericoli,
intonando subito le sacre lodi dei padri.

Dalla lettera agli Ebrei
Eb 11,1-2.8-12

Fratelli, la fede è fondamento di ciò che si spera e prova di ciò che non si vede. Per questa fede i nostri antenati sono stati approvati da Dio.
Per fede, Abramo, chiamato da Dio, obbedì partendo per un luogo che doveva ricevere in eredità, e partì senza sapere dove andava.
Per fede, egli soggiornò nella terra promessa come in una regione straniera, abitando sotto le tende, come anche Isacco e Giacobbe, coeredi della medesima promessa. Egli aspettava infatti la città dalle salde fondamenta, il cui architetto e costruttore è Dio stesso.
Per fede, anche Sara, sebbene fuori dell’età, ricevette la possibilità di diventare madre, perché ritenne degno di fede colui che glielo aveva promesso. Per questo da un uomo solo, e inoltre già segnato dalla morte, nacque una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia che si trova lungo la spiaggia del mare e non si può contare.

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 12,35-40

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli. E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!
Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».

 

Sappiamo che Luca era un greco e che il suo Vangelo era diretto ai pagani che, in quegli anni 80, erano l’ala portante del cristianesimo dopo che nel 70 il generale Tito, non ancora imperatore, aveva raso al suolo Gerusalemme e cacciato dalla Palestina tutti gli ebrei.  Nell’81 era diventato imperatore Domiziano, il quale aveva scatenato una delle persecuzioni più terribili contro i cristiani. Era morto martire Lino, il primo successore di Pietro, e pochi anni dopo anche il secondo successore, Cleto.  E’ il periodo delle catacombe, della Chiesa che si raduna in segreto, sempre sotto la minaccia spietata dei romani, è il tempo dei martiri.

Gesù aveva promesso che sarebbe tornato alla fine dei tempi, ma quella sembrava proprio la fine dei tempi, lo scatenarsi dell’anticristo. Tempi terribili: il cristiano doveva essere semplice come colomba ma astuto come serpente, se voleva sopravvivere, nella speranza che il Cristo non tardasse nel suo ritorno perché avrebbe potuto anche non trovare più fede sulla terra, ossia tutti i cristiani sterminati.  Questo clima di terrore spiega questa pagina di Vangelo dominata dall’incubo della fine imminente: liberatevi di tutto e tenetevi pronti perché la fine è vicina.

Che cosa vuol dire oggi tenersi pronti?  Una frase del Talmud: dice:” Giusto è colui che può morire in qualunque momento.”

Camminando in questo mondo noi lasciamo sempre delle orme e non tutte sono orme positive, abbiamo seminato anche del male coscientemente o in modo inconsapevole, persone cui abbiamo fatto dei torti, fatto soffrire, attese cui non abbiamo risposto, responsabilità che abbiamo declinato, egoismi, violenze.  Nella vita tutti quanti ci facciamo inevitabilmente dei debiti e i debiti bisogna pagarli, così dice la giustizia.  Ristabilire l’equilibrio della bilancia, compensare il male con il bene.

Se ho fatto del male a una persona posso rimediare facendole del bene o facendo del bene ad un’altra; se ho fatto soffrire qualcuno posso magari dare gioia ad un altro, se ho seminato veleno posso anche seminare un po’ di bene…    Se vai avanti con dei debiti sulla coscienza, che cerchi di dimenticare, tu ti trascini dei pesi, non sei pronto per il grande salto.

Il giusto è colui che può morire in ogni momento, che non lascia problemi dietro di sé, che ha pagato tutti i suoi debiti contratti nella vita.  Poi la fine arriverà tra 200 anni, ma intanto noi siamo pronti.

 

 

Non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.

Rispondiamo insieme: ascoltaci, Signore.

Ti ringraziamo, Signore, per le Tue parole che ci aprono orizzonti infiniti, al di là delle fatiche e delle contraddizioni di questo mondo. Aiutaci a tenere viva la speranza del tuo Regno perché il nostro cuore non si smarrisca tra le cose di questo mondo.   Noi ti preghiamo.

Ti preghiamo per questa nostra società del benessere, riservato a sempre più pochi, e a prezzo sempre più alto.  Aiutaci a tenere vigile la nostra coscienza, perché possiamo andarTi incontro con le lucerne accese, quando tu verrai.   Noi ti preghiamo.

Sostieni la nostra fede nei momenti difficili quando tutto il mondo sembra crollarci addosso, durante le lunghe notti quando tu sembri così lontano. La Tua parola sostenga la nostra fede fino al Tuo ritorno.   Noi ti preghiamo.

Ti preghiamo Signore, per il nostro tempo, attraversato da brividi di inquietudine e da fermenti profondi di malessere.  Il Tuo Spirito ci aiuti a ricostruire i valori perduti del rispetto degli altri, della misericordia, della giustizia, perché il sole torni a splendere su di noi.   Noi ti preghiamo.

———————–

O Dio che nella risurrezione del Tuo Figlio hai aperto agli uomini la porta della vita, donaci di sperimentare nel nostro quotidiano morire la potenza della Tua risurrezione.

 

1 Comment
  • Terry Gesess
    Rispondi

    Grazie x il vostro lavoro che mi accompagna in un momento faticoso

    12 Agosto 2022 at 16:43

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